alberto mei rossi studi su san lorenzo a Milano

Architettura Sacro Romano Impero e Roma

Architettura del Sacro Romano Impero, confronto con l’architettura Romana.

Prima di fare questa analisi, che io definisco di verifica rispetto ad una intuizione, espongo una serie di congetture. 

Ogni assetto politico ha una sua architettura di rappresentanza. Quella di Roma era definita da archi cupole acquedotti e strade, quella medievale era definita dalle cattedrali. Ma tolta questa generica rappresentazione della realtà è necessario capire meglio  gli eventi. 

L’arte ha una motivazione. Sappiamo che l’architettura come la intendeva  Vitruvio era mossa da, scienza ed arte , da Teoria e Pratica, e nessun edificio, poteva migliorarsi se non si andava a vedere quello che prima si era costruito. In architettura la magia non attecchisce. Gli edifici non stanno su da Soli. Il  Sacro Romano Impero che voleva imitare i fasti di Roma, avendo però contro l’impero Romano d’Oriente produceva architettura fake, cioè scopiazzata da Roma. Non ultimo fu Castel Del Monte. La sua configurazione ottagonale, riprendeva, la configurazione ottagonale dei dispositivi architettonici della Roma imperiale e monarchica. San Lorenzo a Milano ne è un esempio. Le configurazioni ottagonali dei romani, tuttavia si ispiravano a qualcosa di più antico. Metteremo a confronto la Cappella Palatina di Acquisgrana, San Lorenzo a Milano e Castel del Monte e vedremo cosa le lega, sul piano architetturale. Tralasceremo le faccende esoteriche perchè  la rete  e l’editoria è già zeppa di questi specchietti per le allodole con fascicoli settimanali a 2 euro e 99.  Per il primo raffronto useremo 3 mappe e tre date. Le mie indagini storiche, come avevo già scritto sono esclusivamente divulgative,ma con una differenza. Lo s scopo è andare a trovare i punti deboli di quello che viene idolatrato come grande novità, e dare dei dati che invertono determinate concezioni tra cui la falsità che il  Sacro Romano Impero  fosse in armonia con il Papa di Roma. La verità è che c’era una sudditanza del SRI dal potere esercitato dall’impero romano d’oriente che appoggiava un Papa cristiano per modo di dire. Si trattava della chiesa di Roma che molti confondono con il “cristianesimo” morto e sepolto nel 313 d.c. o ancora prima dopo la morte di Pietro. Le radici cristiano giudaiche dell’Europa? un FAKE colossale. L’europa ha origini celtiche, non cristiane l’Europa ha origini pagane. Ma indipendentemente da quello che ci raccontano o quello che è possibile dedurre, rimangono le architetture a testimoniare la forma di governo di uno stato o di un impero. L’architettura ne determina la continuità o la discontinuità. Ho terminato con queste congetture, che in realtà non sono il fulcro dell’indagine, sono semplicemente delle idee, vedremo alla fine del lavoro se, sono stronzate o se c’ho azzeccato.

alberto mei rossi studi su san lorenzo a Milano
COSTRUZIONE III SECOLO
alberto mei rossi su cappella palatina di acquisgrana
COSTRUZIONE VIII SEC.
alberto mei rossi su castel del monte
COSTRUZIONE XIII SEC.
MATRICI ROMANE DELL’ARCHITETTURA EUROPEA DEL XII XIII SEC.

Vitruvio dal De Architectura : 

Nel capitolo VI DEL LIBRO I del trattato di Vitruvio, ci sono indicazioni precise sull’inserimento nel contesto degli edifici: 

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Sempre nel libro primo capitolo secondo si cita: i fondamenti estetici dell’architettura, tra cui selezioniamo “ordinatio” e “dispositio”. L’ordinatio è la corretta proporzione e la forma ottagonale garantiva questo.  La dispositio è la conveniente collocazione delle parti. Vitruvio considerava l’ottagono come configurazione urbana astratta che raccogliesse il reticolo ortogonale leggermente inclinato.

Palese è la matrice romana di tutte le due architetture costruite dopo San Lorenzo. Ciò che le accomuna è l’uso del dispositivo ottagonale, nel sistema di configurazione formale. Una guida costruttiva , necessaria e anche comoda per risolvere le piante centrali. La forma ottagonale per i Romani aveva una valenza urbana ergo, politica.  Ma v’è una curiosità in più e la lanciamo in base a questo stralcio. Risolveremo la questione nel prossimo articolo.  Vedi immagine stralcio a destra.

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“Influenza della basilica di San Lorenzo a Milano, su architetti ed edifici

La basilica di San Lorenzo, ha influenzato numerosi architetti. Tra i più importanti anche Bramante e Leonardo da Vinci. Nello specchietto soprastante, si descrive la relazione che intercorre tra l’edificio, gli architetti che ha influenzato e le architetture che sono in relazione con con la basilica in base a dati storici comprovati e , con l’aggiunta di una mia idea di ricerca, sperimentale.

ALBERTO MEI ROSSI 
alberto mei rossi
alberto mei rossi
Non è un professionista egli ha detto che il professionista è un esperto e gli esperti, hanno smesso di pensare, si occupa di architettura organica dal 1989, ha collaborato con vari studi di ingegneria ed architettura. Autore di numerosi articoli e saggi nel suo progr
amma editoriale che ha attivato dal 1996. Ha avuto alcune interviste su giornali e rivista specializzate e radio nazionali. Ha fatto una conferenza organizzata da altri ma ritiene che sia una cosa  stressante, e quindi le evita, pur non negandosi delle possibilità.  Ha progettato e costruito assieme ingegneri ed architetti più di 300 case  Ha iniziato nel gennaio 2017, una attività più specifica in ambito di storia dell’architettura ed arte, attivando la sezione History di archiram, definendo la linea editoriale con lo scopo di integrare l’attività di progetto con notizie storiche già esistenti e sperimentando, nuovi scenari di studio. Non è uno storico ma si definisce un ricercatore indipendente rigorosamente “non esperto”  Vive tra Vigevano e Milano.  C’è un cazzone su fb che racconta stronzate sul tema del “curriculum” vero, è il solito esoterista del cazzo!

    

L'origine del tempio

Come spesso accade in precedenza della edificazione della basilica dedicata al martire cristiano, ci fu una sovrapposizione di un tempio “cristiano” ad un tempio pagano.

L’imperatore Massimiano avrebbe
ordinato la costruzione di un tempio  dedicato ad Ercole.

LA FONTE ARCHITETTURALE

La fonte architetturale fu il Pantheon. Dopo l’incendio che distrusse il tempio dedicato ad ercole, si decise di realizzare un edificio che si ispirasse al Pantheon.  

Infatti l’idea della mappa centrale risale dal Pantheon ma non escluderei altre influenze che vedremo nel prossimo articolo, ricollegandoci alla pagina principale. A sinistra un disegno del Pantheon del Palladio.

ALTRA IPOTESI DI PREESISTENZA

Un’altra ipotesi di preesistenza  fu, relativa alla presenza, di un edificio termale a forma ottagonale, costruito da NERONE.

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Interni di San Lorenzo

 Negli spazi interni della basilica di San  Lorenzo, ci sono alcuni dati interessanti, per capirne la provenienza e l’influenza nei secoli successivi. Il materiale da costruzione, che proviene dall’anfiteatro  vicino demolito  prima della costruzione della basilica, è la prima relazione che intercorre tra l’edificio ed il contesto 

All’interno ci sono resti di diversi mosaici, tra cui le tracce delle monumentali figure dei dodici  capostipite  delle tribù di Israele. Altro dato importante è la presenza di dipinti di diverse epoche. Troviamo un affresco che è una delle più antiche repliche dell’ultima cena di Leonardo da Vinci realizzata da un artista anonimo. Una coincidenza singolare con la presenza del mosaico relativo alle 12 tribù di Israele.

Descrizione interno della basilica di San Lorenzo
Interno Basilica di San Lorenzo. Nell'interno presente una copia del cenacolo Leonardesco e nella Cappella di sant'Aquilino, il mosaico che raffigura le 12 tribù di Israele Radix Davidis, vedremo perchè questo fatto è importante saperlo.

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Basilica di San Lorenzo
Basilica di San Lorenzo, Mosaico della radix davidis, 12 tribu di Israele, schema 3d di Alberto Leorbat Mei Rossi
Basilica San Lorenzo Milano
Influenza della Basilica di San Lorenzo su Bramante è Leonardo
Breve descrizione interni della Basilica di San Lorenzo, scansione fotografica.

Nella prima immagine, si comprende come il sostegno della cupola sia l’originale costruzione romana. Per comprendere l’architettura del sacro romano impero, e tutta l’architettura del Rinascimento , compresa quella del Bramante è necessario capire questo archetipo. Poiché fu anche matrice per l’architettura romanica e anche longobarda, distingueremo i diversi scenari. L’architettura longobarda, si unisce all’architettura romanica. Spesso non se ne fa una distinzione ma vedremo che in alcuni casi sarà necessario. Non andremo oltre la comprensione del linguaggio  e degli elementi della convergenza stilistica. Qualcuno ha scritto che il punto di riferimento per la costruzione dell’edificio era il Pantheon, ma da come l’edificio beve la luce e quali sono i mezzi con cui viene dato accesso alla luce, sembra proprio che non sia una ipotesi corretta. Tuttavia  la cupola, è di recente costruzione, perché subì alcuni crolli nel corso del tempo [ to be continued… ]

Descrizione interno della basilica di San Lorenzo
Interno Basilica di San Lorenzo. Nell'interno presente una copia del cenacolo Leonardesco e nella Cappella di sant'Aquilino, il mosaico che raffigura le 12 tribù di Israele Radix Davidis, vedremo perchè questo fatto è importante saperlo.
ELENCO DELLE PERSONALITA’ LEGATE ALLA BASILICA DI SAN LORENZO A MILANO

Imperatore Massimiano-Nerone- Galvano Fiamma- Bonvesin de la Riva –  vescovo Eusebio di Milano –  Flavio Stilicone, –  antipapa Anacleto II – Galla Placidia – 

Bernardo da Chiaravalle ( il più importante, dopo l’imperatore Massimiano e lo scrittore Ausonio. 

l Bramante, Filarete, Leonardo e Giuliano da Sangallo. Carlo Borromeo, ” Pellegrino Tibaldi, Martino Bassi, San Lorenzo , Sant’Aqulino. Borromini. Architetto Vanvitelli, Federico Borromeo, Aurelio Trezzi Francesco Maria Richino Francesco Croce San Genesio sant’Aquilino san Giovanni Battista Carlo Garavaglia, Carlo Urbino Sant’Ippolito a Vincenzo da Seregno Marco d’Agrate, Johann Christoph Storer, Pietro Bernasconi ( Organaro ) – Felice Bossi, ( Organaro ) Antonio II Brunelli ( organo proveniente da san giovanni in Conca ) – Bernardo da Chiaravalle.   

Trovare i personaggi che stanno attorno alla basilica di San Lorenzo a Milano
LEGAMI TRA , VIGEVANO, TEMPLARI, CROCIATI, BERNARDO DA CHIARAVALLE E LEONARDO DA VINCI

C’è forse un legame forte tra Bernardo da Chiaravalle, i Templari, Leonardo da Vinci e Vigevano, questo legame passa per una linea di “convergenza” conoscitiva che è La basilica di San Lorenzo, ma prima, dopo avere elencato i personaggi , è necessario elencare o meglio esporre in uno schema le principali opere d’arte contenute nella basilica. Gettiamo luce in principio secondo uno schema generico poi in relazione alla cronologia, poi in relazione mappale. I documenti spesso giacciono inascoltati e i manufatti artistici trasmettono degli indizi. Invece di sonnecchiare( anche se un giro va fatto) tra archivi e polverosi scaffali) spesso basta osservare quello che abbiamo sotto il naso.

opere d'arte che si trovano all'interno della basilica di San Lorenzo presso Milano

 

Prima di completare questa correlazione tra 3 edifici, tre architetture e tre stili che hanno una convergenza tra loro, facciamo luce sullo scopo di questa infarinatura. Lo scopo è “informare” attraverso l’architettura dei dati. Questi dati si portano dietro alcune coincidenze, con cui voi lettori farete delle conclusioni. Qui nessuno espone dati manipolati. Le fonti di analisi sono le più recenti, quindi certamente  le più verificate. Non credo che un editore pubblichi una edizione con degli aggiornamenti se prima non ha fatto riferimento ad un comitato scientifico numeroso e per votazione. Ergo sorvoliamo su chi a tutti i costi vuole esporre “storie alternative” andando a scavare su “vecchie edizioni delle vite leonardesce o di altri artisti, perchè queste alla luce di nuove ricerche sono poi risultate obsolete e da correggere. Non ci sono cattedre di storia alternativa, almeno in Italia.  Detto questo prima di proseguire con una analisi che andrà a sfociare su alcuni dettagli legati a Leonardo da Vinci che aprirà una pagina dedicata, espongo una citazione dal libro dello scrittore  Carpeoro ” Il Volo del pellicano”

Avenga che le cose false, secondo il philosopho e noi per la cognizione de le vere che di lor sequitano sieno utili si come il reverso del diritto e uno opposito de l’altro, e però magiormente le cose vere saranno  a noi utili e profique perchè di questo se non vere ne pervenne.
SIMBOLI NELL’ ARCHITETTURA  ANTICA

Nell’architettura antica vi  sono numerosi simboli. Tra quelli spesso presenti, troviamo il LEONE. Gli antichi egizi, che realizzarono il disco di Dendera, raffigurante le 12 costellazioni, sapevano che quando il sole era allineato con la costellazione del Leone, il Nilo, produceva la sua esondazione migliore fornendo di acqua le coltivazioni. https://it.wikipedia.org/wiki/Limo

 Nel capitolo 49 della genesi è citata la stirpe di Davide all’interno delle 12 tribù di Israele. Tra le tribù vi era quella di Giuda il cui simbolo era il Leone. https://it.wikipedia.org/wiki/Leone_di_Giuda  

Dall’autorevole fonte enciclopedica quindi non alternativa estraiamo alcune antologie descrittive: <Leone di Giuda è il simbolo della tribù ebraica di Giuda. Giuda, il quarto figlio di Giacobbe, è considerato il fondatore della tribù. Esso ha il suo riferimento nel libro della Genesi nella Bibbia. Secondo la tradizione ebraica, da questa tribù erano gli antenati del David, il secondo re del Regno Unito di Giuda e di Israele.>>

<<L’associazione tra Giuda e il leone può essere innanzitutto trovata nella benedizione di Giacobbe a Giuda di cui si legge nel Libro della Genesi. Sia il re Davide che Gesù discendono dalla tribù di Giuda, di cui il leone è simbolo. Il Leone di Giuda è anche un’espressione usata nell’Apocalisse per indicare il Messia.>>

 LEONARDO DA VINCI DEPISTATORE

Ora, noi sappiamo che Leonardo da Vinci era un formidabile depistatore e che gli altri artisti che potevano avere una provenienza rosa crociana ( rosa croce = stirpe di Davide = tribù di Giuda)  erano numerosi. Di fatti in un epoca in cui i cognomi esistevano, per coloro il cognome era associato alla “città di origine”, per il semplice fatto che la loro origine non doveva sapersi. La motivazione storica è molto semplice e dimostrabile.

 Sappiamo che i catari, erano i cristiani “eretici” seguaci dell’anti Papa  Novaziano elettosi ( antipapa nel 251);  Si definivano puri, dall’aspetto materiale della chiesa di Roma, quindi erano  legati all’origine delle tribù.

IL CENACOLO DI GOETHE

La persecuzione inizia nel XII secolo e termina nel XIV secolo. ( fino all’anno 1400)  Prima di proseguire mettiamo in relazione una analisi fatta da Goethe nel suo libro sul cenacolo e i catari. ( Johann Wolfgang Goethe : “Il cenacolo di Leonardo”.  Sempre da un frammento dell’autorevole fonte legata ad altre fonti, troviamo questo spezzone interessante : << per contenere l’estendersi del fenomeno cataro che, dopo infruttuosi tentativi da parte di alcuni legati papali, Domenico di Guzmán concepì un nuovo modo di predicazione: per combattere i Càtari bisognava usare i loro stessi principi, vale a dire, oltre alla predicazione, operare in povertà, umiltà e carità. Questa nuova formula portò Domenico, dieci anni più tardi, alla fondazione dell’ordine domenicano.>>

 L’ultima cena di Leonardo non descrive l’ultima cena. Spiego meglio. Si tratta di una rappresentazione contemporanea, per i tempi dell’ultima cena adattata al periodo storico in corso. Infatti in quel modo cenavano i frati domenicani, ergo quelli albergavano nell’edificio in cui si trovava proprio la chiesa di S.Maria delle grazie, dove Leonardo dipingeva il suo affresco ( refettorio ) Ai tempi dell’ultima cena di Gesù non si cenava in quel modo, perchè non erano in uso ne tavoli ne sedie, si cenava sdraiati, di questo fa riferimento Goethe non un pensionato qualsiasi di Vigevano o un ex impiegato bancario  qualsiasi di un paesino brianzolo.. 

 Prima di proseguire è necessario inserire dell’altro materiale perchè altrimenti non si comprende l’architettura del pezzo  Leggete l’intero articolo qui e poi il riassunto di una parte che ne faccio: http://ignorando.altervista.org/2015/09/la-stirpe-messianica-gesu-il-cristo-la-sua-sposa-e-la-loro-prole/ 

estraiamo un frammento poi torniamo su un altro pezzo per potenziare la resa del discorso: <<  Il loro Vescovo era soprannominato il Guardiano o Custode del Graal: il calice dell’ultima cena di Cristo, la sacra tazza di pietra del casato davidico, che portava scalfito il leone rampante, l’emblema della Tribù di Giuda. La comunità catara, in cui erano inseriti, rappresentava un serio pericolo per il potere temporale della Chiesa di Roma,>>

 Il frammento precedente deve essere visto per intero altrimenti non si capisce nulla  ed è qui il collegamento con l’architettura di Federico II e del motivo per cui egli usa l’ottagono.

La Profetessa Anna

La teologa Anna, figlia di Federico II di Svevia e Gladis de Termes, nata a Foggia nel 1235 e morta a Palermo nel 1312, Capo Spirituale, Vescovo (Avesque in lingua d’Oїl) dell’Ecclesia Dei, la Chiesa Divina Cristiano-Gnostica, anima eletta, consegnava ai discendenti il suo trattato di teologia Il Principio.

Il Principio

Il Padre Nostro è i Cieli, essi sono Eterni e non hanno principio, non hanno fine. Dai Cieli il Padre prese il seme e lo gettò sulla terra. Nei secoli ha prodotto i suoi frutti, i mortali. Essi hanno sempre anelato alla perfezione del Creatore nella ricerca della Verità. Quando il Padre non avrà più segreti per i figli, per il loro spirito e la loro anima, questi saranno un tutt’uno col loro creatore. Il cerchio si chiuderà sarà l’inizio di un nuovo Principio.

 

 

IL SEGRETO DEI CATARI

I Catari perseguitati [ fonti in fase di ricerca ] per “eresia” in realtà erano scomodi perchè ospitavano al loro interno discendenti della tribù del Leone di Giuda. Domanda:  perchè lo Zio  di Leonardo, ser Piero da Vinci non aveva cognome se non quello relativo alla città ? e perchè l’origine della madre è ignota ma si sa che portava il nome Catarina? e per quale motivo lo zio, chiamò il figlio LEO-NARDO? è UNA COINCIDENZA CHE  all’interno della basilica cristiana di san Lorenzo di Milano  vi sia un affresco di autore ignoto che raffigura il cenacolo, realizzato pochi anni dopo la realizzazione del Cenacolo dallo stesso Leonardo e che all’interno della cappella di sant’Aquilino, c’è un mosaico che rappresenta le 12 tribù d’Israele?  Tutti fatti …concreti e suggestivi, che condiscono la ricerca , di elementi, a dir poco “curiosi”. Detto questo non ci facciamo prendere dagli entusiasmi, perchè lo scopo dell’analisi è lo studio della correlazione tra i fabbricati architettonici nel Sacro Romano Impero, con le tradizioni dell’architettura di Roma. Criterio di indagine che serve per comprendere i processi di formazione degli “archetipi”.

 Ammettiamo che Leonardo non fu figlio se non un signor da Vinci un cataro che sposò una catara tutte e due originari della Provenza;  catari che furono sempre uniti a discendenti delle 12 tribù di Israele, la   conseguenza induce a pensare  che Leonardo da Vinci è molto più vicino al Santo Graal  che altre ipotesi inverosimili. Ma non un santo graal di linea di sangue, per chi ha capito, si tratta di una correlazione simbolica. Ci sono versioni del Vasari, obsolete, che derivano da depistaggi voluti, rivedute e corrette da indagini storiche recenti, che sono interessanti da analizzare ma, al momento non ho riscontrato nulla di  “utile”. Dopo la correlazione simbolica, la linea di sangue Leonardesca rispetto alle 12 tribù e alla stirpe di Giuda sembrerebbe confermata

  Probabile è che   Coloro che portavano un cognome “nascosto” erano coloro che  non potevano farsi notare da una Chiesa che aveva perseguitato coloro che provenivano dai Catari, perchè  la Chiesa non poteva correre  il rischio  che avessero relazioni con la stirpe di Giuda, demolendo la legittimità della “Chiesa di ROma” .Non escludiamo che qualcuno, nell’interesse della “Chiesa di Roma” oggi, confonda le acque per, vendere le proprie puttanate, ma non possiamo saperlo.

Consideriamo che la  stirpe di Davide ( da cui deriva quella di Giuda) (1) aveva come simbolo anche una stella a 6 punte composta da 2 triangoli dove il triangolo verso l’alto rappresenta il fuoco  (Leone ) e il triangolo verso il basso rappresenta l’acqua ( Vergine ). Consideriamo che la Vergine altro non fu che Maria di Nazaret e che il Leone è simbolo di Gesù di Nazaret. Consideriamo poi che Leonardo era di casa a Vigevano e che la stella di Davide è ben presente in piazza Ducale, installata nel 700, con uno scopo ben preciso. Consideriamo che c’è un allineamento tra la stella di  Davide ed il San Giovannino ( simbolo della massoneria = rosa croce = stirpe di Davide ) .

Consideriamo che Bernardo da Chiaravalle  fondatore dei Templari è protagonista di un episodio “leggenda” che coinvolge Vigevano abbiamo numerosi dati per proseguire nei prossimi giorni nella ricerca per individuare i gradini finali di questa scala di comprensione. 

Ma prima consideriamo due opere d’arte, la prima è Monna Lisa, la seconda e la Sant’ Anna.  Monna Lisa va letta in due  modi. Il lato simbolico, è la rappresentazione della figura femminile che rappresenta la Vergine, infatti il paesaggio retrostante indica la presenza di acqua elemento di stoicheia della costellazione della Vergine ed il lato del semplice ritratto, autenticato da alcuni dati presenti su un “possibile” autoritratto di  Leonardo stesso, che qualcuno ha interpretato come la prova dell’interpretazione femminile del volto di Leonardo, solo che ci si dimentica di cronache che descrivono Leonardo mentre ritrae Lisa De Gherardini. ( ma di questo ci occuperemo nel secondo capitolo ) .

La sant’Anna è un opera di Leonardo in cui egli ha usato come modello, la nonna, madre e nipote, raggruppate l’una in grembo all’altra e l’ultima figura è l’agnello il cui simbolo è il “fuoco”

L’agnello rappresenta la sofferenza di Cristo, la passione e la risurrezione. E’ utilizzato come simbolo di umiltà, innocenza e purezza. Probabilmente, la parola «agnus» è collegata con la parola vedica «agni» («fuoco»); quindi, sta a rappresentare un simbolo di sacrificio e di rinnovo periodico del mondo.
L’agnello – simbologia – GonGoff.com
https://www.gongoff.com/animali-simbologia/l-agnello

(1) nota Esso ha il suo riferimento nel libro della Genesi nella Bibbia. Secondo la tradizione ebraica, da questa tribù erano gli antenati del David, il secondo re del Regno Unitodi Giuda e di Israele. … Sia il re Davide che Gesù discendono dalla tribù di Giuda,di cui il leone è simbolo.
Leone di Giuda – Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Leone_di_Giuda

L’ANALISI CHE CHIARISCE IL METODO

Si tratta di una analisi con una antologia di elementi, questo non è un copia incolla.Si tratta di istantanee, temporanee che poi daranno vita al link di fonte, conte che semplicemente importata all’interno del testo, poichè la moria di siti internet continua, rischieremmo di nascondere involontariamente “le fonti”.  il metodo usato serve poi per creare un capitolo o una pagina.  che servono per comprendere la correlazione tra il contenuto simbolico di specifiche architetture ed il rapporto con gli archetipi architetturali. L’origine della famiglia di  Leonardo è importante per il  legame  con gli archetipi  ma non fondamentale per lo scopo di questo articolo che sfocerà poi in una pagina che si interfaccerà con uno degli archetipi. 

Cosa manca ancora per attivare la comprensione dell’archetipo ?  Il raffronto con le singole opere e le correlazioni con i contesti. Poi sarà necessaria la “mappatura dei depistaggi di Leonardo” senza  il codice dei depistaggi di Leonardo non si può capire l’archetipo, ma sopratutto non si possono fare congetture che spesso divengono congetture cazzare su qualsiasi ipotesi di fantasia. Leonardo è comprensibile in un algoritmo temporale o algoritmo spazio temporale. Non a caso all’interno della  biblioteca ambrosiana ci si imbatte nei cartoni di Raffaello  relativi alla scuola di Atene. Ma cosa significa inserire il tempo nei codici Leonardeschi? lo vedremo all’interno del Colombarone di Vigevano ( nelle vicinanze vi era il mo ufficio in coordinamento con un altro tecnico per diversi anni ) . Manca una specificazione sulla figura di Bernardo da Chiaravalle ed alcuni riferimenti su Dante Alighieri e alcune leggende sulla derivazione della città di Vigevano. Si parte con il  raffronto di due quadri . Monna Lisa e Sant’anna. Ma di questo parleremo in rapporto alle architetture in cui sono inserite in modo più dettagliato, nell’ambito della storia urbanistica di Parigi.

La correlazione territoriale tra Monna Lisa ed il paesaggio passa per il territorio di Crespi d’Adda. https://www.castellocernuscolombardone.com/ita-parco-adda-e-il-genio-di-leonardo

sEGRETI DELLE OPERE DI LEONARDO

Nella Sant’Anna è evidente l’agnello. Gli agnelli venivano sacrificati nel tempio di Salomone, ecco un indizio della provenienza di Leonardo. L’agnello come punto più lontano della discendenza che in modo speculare è in rapporto con la Nonna. La lettura è da destra a sinistra ma da una lettura mancina e in rapporto alla tecnica le figure in primo piano o più vicine al primo piano vengono dipinte sempre prima delle seconde. Dato sequenziale insufficiente, ma  di sicuro interesse.

ARCHETIPI-SANTO SEPOLCRO-CASTEL DEL MONTE [ bozza ] 

 

Occorre dare continuità all’antologia di testi, e daremo vita poi ad un secondo articolo o pagina che trae le conclusioni. A mio avviso  google dovrebbe, creare un algoritmo anti-millanteria che penalizza i personaggi che a video , raccontano puttanate. Ora ci limiteremo a informare il lettore che “le vite del Vasari” ebbero due grandi edizioni di base, la prima nel 1550 , ergo l’originale e la seconda a partire dal 1568, con correzioni doverose e non solo, vi furono correzioni ad errori molto importanti che Vasari non si accorse di fare o predispose dei testi , con esagerazioni, dovute al suo stile o allo stile dell’epoca. Molti “pseudo studiosi” cadono nella trappola di pensare che le prime edizioni solo perchè sono state fatte prima sarebbero più “autentiche”, non è cosi. Idem per il contrario.   Ma andiamo al frammento che appare da una autorevole fonte: 

https://it.wikipedia.org/wiki/Le_vite_de%27_pi%C3%B9_eccellenti_pittori,_scultori_e_architettori

Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori è una serie di biografie di artisti, scritta nel XVI secolo dal pittore e architetto aretino Giorgio Vasari. Spesso viene chiamato semplicemente Le Vite. Il trattato del Vasari fu pubblicato nel 1550 da Torrentini ed ebbe uno straordinario successo che spinse l’autore a curare una seconda edizione ampiamente ingrandita e revisionata, pubblicata nel 1568 dalla famiglia Giunti.
È il primo libro organico di storia dell’arte che ci sia pervenuto, nonché la fonte, spesso unica, di notizie biografiche degli artisti a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, nonché di informazioni su opere d’arte poi disperse, perdute o distrutte. Appassionato e meticoloso, Vasari peccò talvolta di eccessiva enfasi letteraria nel tracciare gli sviluppi dell’arte e i rapporti tra gli artisti. Gli studi successivi sul testo vasariano (tra cui quello scrupoloso di Gaetano Milanesi del 1848) hanno tuttavia circoscritto gli errori e le notizie rivelatesi fasulle (dovute spesso a quella creduloneria che ingannò molti storici del passato), restituendo il pieno valore del testo, che non solo influenzò il giudizio in materia d’arte fino a buona parte del XIX secolo, ma è tutt’oggi un’imprescindibile e citatissima referenza bibliografica.

 

 

 

 

Udite udite…avete letto Bene… lo stesso Vasari ha corretto il suo stesso testo con due editori diversi. Ergo egli stesso lo ha corretto smentendo alcune cose, ma cosa ha smentito e cosa ha inserito Vasari?  Successivamente nel 1848,  un altro  studioso su citato, esegue una revisione più puntigliosa…questo accade perchè lo sviluppo sia di tecnologie che di attività atte a scoprire cose nuove consente di incrociare i dati e confermare o meno alcune informazioni. Ma nella vita di Leonardo le informazioni di base sono le medesime, solo che nella versione del 1550 c’è una cosa in più, non smentita nelle successive ma semplicemente non menzionata. Si tratta di un indizio, un dettaglio, più che altro suggestivo che avvalora una teoria, accennata in questo articolo. Teoria che non è portante questo argomento ma è un parziale “condimento”.

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Un altro  volume interessante che indaga la vita delle vite vasariane è questo : 

L.S. Olschki, 2005 – 175 pagine
Le “Vite” di Vasari, uscite a distanza di diciotto anni (1550 e 1568) e ben indagate dagli storici dell’arte, rappresentano anche un caso tipografico/editoriale di cui ora vengono ricostruite le fasi della composizione, dimostrando con l’analisi materiale del manufatto tipografico che il testo originale della seconda edizione delle “Vite” fu modificato da Vasari, che impose nel 1567 un’aggiunta che costrinse i tipografi (Giunti) a ricomporre trenta fogli e a ridurre il testo di alcune biografie di artisti.

  Io e Leorbat il mio assistente  alterego, abbiamo trovato l’edizione del 1550, Leorbat è il mio io  che vive in altre epoche fa viaggi nel tempo scova le verità nascoste.. ma ecco l’intero testo del 1550.

Leorbat ha estratto un frammento della vita di Leonardo di Vasari, nella sua versione originaria del 1550, ed ecco il frammento ed il confronto con l’edizione successiva del 1568, redatta sempre dal Vasari. Chiara è qui l’origine di Leonardo, secondo questa versione del Vasari  fu nipote di Piero da Vinci. 

ora lo vediamo 

Stralcio vite vasari edizione 1550 Torrentini descrivente origine di Leonardo da Vinci
Stralcio vite vasari edizione 1550 Torrentini descrivente origine di Leonardo da Vinci

 Per il momento prendiamo una scorciatoia: poi andremo alle fonti… che segnamo appena sotto..

https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_da_Vinci

Ser Piero d’Antonio di ser Piero di ser Guido da Vinci (1426 – 9 luglio 1504) fu il padre di Leonardo da Vinci, oltre che notaio e uomo di cultura fiorentino.

FONTI: 

  • R. Cianchi, Vinci, Leonardo e la sua famiglia (con appendice di documenti inediti), Milano, Industrie Grafiche Italiane Stucchi, s.d. (1952).
  • Anonimo, L’abitazione della famiglia di Leonardo a Firenze, in Raccolta Vinciana, IX, 1913-17.
  • G. Uzielli, Ricerche intorno a Leonardo da Vinci, G. Pellas, Firenze, 1872.
  • F. Moeller, Ser Giuliano di ser Piero da Vinci e le sue relazioni con Leonardo, in Rivista d’Arte, XVI, 1934.
  • R. Casarosa e Alessandro Guidotti, Notariato e storia delle arti a Firenze nel Medioevo, in Il notaio nella civiltà fiorentina, Vallecchi, Firenze, 1984, scheda 278 (A. Guidotti).
  • Milena Magnano, Leonardo, collana I Geni dell’arte, Mondadori Arte, Milano 2007. ISBN 978-88-370-6432-7
  • Angelo Paratico, “Leonardo Da Vinci. A Chinese Scholar Lost in Renaissance Italy” Lascar Publishing, 2015.

 

CERTE OPERE LE FACEVANO TALENTUOSI  DI POTERE, PERCHE’ I LUOGHI ERANO DI POTERE.

I dati relativi a Leonardo, ci servono per individuare le conferme di appartenenza ai catari, questo dato è importante per capire, il potere che egli aveva di ottenere specifici incarichi. Di questi tempi ci sono stati e continuano ad esistere “depistatori” della biografia di Leonardo, che cercano nel nulla. Le fonti di base sono il Vasari e tutta la schiera di committenti con le loro discendenze. Tutti dati che incrociati confermano le origini. Per curiosità percorreremo alcune tracce, per darne dimostrazione.  Questo è il primo articolo, per specificare altre cose ne farò un altro, poi basta perchè questo non è il mio lavoro. 

 Se l’ipotesi che il “padre di  Leonardo Ser Piero d’Antonio di ser Piero di ser Guido da Vinci (1426 – 9 luglio 1504) aveva avuto il figlio Leonardo da una certa Catarina, che aveva quel nome perchè era di origini Catare, occorre capire chi fossero i catari e quali altri “modi c’erano di nominarli. https://it.wikipedia.org/wiki/Catarismo    Citiamo l’intestazione, perchè il resto ve lo leggete da soli, poi esporremo un addizionale citazione. Ripeto che questa è una antologia di frammenti relativi alle fonti, che daranno vita ad un unica pagina riassuntiva. 

Il catarismo è stato un movimento ereticale, diffuso in diverse zone dell’Europa (Linguadoca e Occitania in FranciaItaliaBosniaBulgariaImpero bizantino)[1] durante il Medioevo, esistito dal X al XIV secolo.[1]

II CIT. 

Con la definizione di càtari, detti anche albigesi (dal nome della cittadina francese di Albi), furono successivamente designate le persone coinvolte nel sostegno culturale o religioso del movimento ereticale sorto intorno al XII secolo in Occitania.

Fu proprio per contenere l’estendersi del fenomeno cataro che, dopo infruttuosi tentativi da parte di alcuni legati papali, Domenico di Guzmán concepì un nuovo modo di predicazione: per combattere i Càtari bisognava usare i loro stessi principi, vale a dire, oltre alla predicazione, operare in povertà, umiltà e carità. Questa nuova formula portò Domenico, dieci anni più tardi, alla fondazione dell’ordine domenicano.

 

Ia catari, erano definiti anche Albigesi. C’è un fatto nella vita del padre di “Lionardo” che fa pensare.. 

Figlio naturale del ricco gentiluomo Piero da Vinci, un notaio, e di Caterina, una contadina (non si sa bene se del luogo o meno)[4][5]. Trascorre i suoi primi cinque anni di vita nella borgata di Anchiano in casa della madre, per poi trasferirsi direttamente nella cittadina di Vinci in quella del padre, dei nonni e dello zio. Piero intanto aveva sposato una ragazza sedicenne di nome Albiera[6], ma si maritò in totale quattro volte avendo figli dai due matrimoni successivi[7]: Leonardo si ritrovò così ad aver ben sette fratelli.

 

https://www.wikiwand.com/it/Vita_personale_di_Leonardo_da_Vinci

SUL SENTIERO CHE COLLEGA BERNARDO DA CHIARAVALLE A VIGEVANO

 

<Bernardo di Chiaravalle che si ricollega a Vigevano e quindi anche a Leonardo. Inseriremo due frammenti antologici poi faremo un ragionamento, sulla base delle leggende e delle notizie che spesso non trapelano dalle fonti ufficiali.  Poi torneremo a parlare di edilizia ed architettura del tempo che è lo scopo di questo articolo e  di tutto il sito di storia. L’architettura è lo spartiacque tra fandonie e verità. Possono raccontarci tante belle favole ma, le nicchie sono li le cappelle sono li e gli architetti riconoscibili sono li. I cazzari davanti alle evidenze dell’architettura si allontanano come scarafaggi alla luce del sole e tornano nelle loro tane. >> 

 Leorbat mi ha portato informazioni fresce sulla storia delle sepolture dai celti alla fase rinascimentale, perchè nelle sepolture sono raccolte molte informazioni. Milano nelle sue chiese più importanti ha molteplici dati che ci consentono di individuare alcuni aspetti e verificarli..Dove è sepolto Bernardo da Chiaravalle ? Cominciamo dalla fine Bernardo da Chiaravalle è sepolto a Ville-sous-la-Ferté20 agosto 1153),   

La tomba di Bernardo di Chiaravalle si trova in un territorio ricco di presenze architetturali antiche   / abbazie benedettine /    / Moustier-la-Celle /   Notre-Dame-aux-Nonains-Montiérame Molesmes  Citeaux. La sua tomba si trova proprio, in uno dei luoghi archetipo di Bernardo, per la precisione uno dei 4 luoghi archetipo, delle abbazie  modello  

La regione è lo Champagne Ardenne, nell’ambito dell’ordine cistercense, nella diocesi di Langres, consacrata nel 1115. ( web :  https://www.abbayedeclairvaux.com/ ) 

StatoFrancia Francia
RegioneFlag of Champagne-Ardenne.svg Champagne-Ardenne
LocalitàBlason Ville-sous-la-Ferté.svg Ville-sous-la-Ferté
ReligioneCattolica
OrdineCoat of arms of the Cistercian Order.svg Cistercense
DiocesiLangres
Consacrazione1115
Sito web

 L’immagine più suggestiva del complesso è questa. L’assetto è ben diverso da quello dell’abbazia Milanese, ma poi lo vedramo in una mappa  continentale, possibilmente non banale. 

 

 L’edificio è stato ricostruito in questo video ma  non sembra fotografabile, tuttavia sulla rete ci sono alcune immagini . Per ora contempliamo questa mappa. Su google earth è tutto occultato e sul posto è probabile che le immagini siano proibite. Innegabile che il luogo è un luogo di potere. 

 

 

BERNARDO DA CHIARAVALLE IL LEGAME CON VIGEVANO ​

Il rogo del Diavolo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda, durante un suo soggiorno a Milano, San Bernardo decise di raggiungere Vigevano per predicare la seconda crociata al fine di incitare la popolazione ad arruolarsi e scontrarsi contro gli infedeli. Durante il viaggio verso la Lomellina, un diavolo ostacolò il santo tentando di staccare una delle ruote del suo carro; catturato il demonio, che cercò di divincolarsi, Bernardo lo legò forzatamente alla ruota rotta, proseguendo così il suo viaggio. I vigevanesi, venuti a conoscenza dell’imprevisto, prepararono una pila di legna in modo da condannare al rogo l’essere maligno, il quale venne legato e posizionato sulla pila dallo stesso santo per poter essere così arso. Spentesi le fiamme, Bernardo raccolse le ceneri del demone (ribattezzato dai vigevanesi dell’epoca col nome di “Barlic”); queste, per volontà del santo, vennero amalgamate con calce fabbricando così un mattone.
Ancora oggi, questa leggenda viene ricordata dalla popolazione locale di Vigevano con l’incendio di un fantoccio rappresentate il demonio, davanti alla chiesa di San Bernardo; in passato, sempre in base alla tradizione, come prendeva fuoco il fantoccio rappresentante il Diavolo, si poteva capire se l’anno in questione avrebbe portato a un buon raccolto o meno; altri, invece, sostennero che se il pupazzo non bruciava, per la città di Vigevano sarebbe stato un anno negativo.

Suggerimenti di fantasia di LEORBAT.

 

<<…La nota andava riportata tutta. Nella pagina in costruzione ci sarà una rielaborazione. L’argomento è suggestivo ma dopo aver visto il film “King Arthur del 2004,diretto da Antoine Fuqua,  mi chiedo se tale demone non fosse, un abitante delle foreste che volle attaccare il convoglio. Magari era un discendente di un Woad proveniente dalle Ardenne, la dove nacque, la prima abbazia, infatti era dominato  da antiche tribù pagano celtiche…..>>

La presenza di Bernardo da Chiaravalle presso Vigevano, è molto credibile, anche in relazione alle motivazioni della  propria presenza. Inoltre il legame del  frate con Il passaggio nel  Paradiso di Dante, nella divina Commedia ed il suo essere fondatore dei Templari, lega la città  Vigevano a queste vicende, anche se in maniera , del tutto simbolica, ma di tutto interesse…..to be continued….[ c’è altro che bolle in pentola ]

ARCHETIPI ARCHITETTONICI
MORFOGENESI ARCHITETTURALE TRE CONFRONTI ASSURDI

Il criterio organizzativo della ricerca lo decodificherete fra poco. Osservate bene quelle tre scatoline colorate, poichè rappresentano 3 edifici ed ognuno è ascrivibile ad un archetipo.

San Lorenzo aveva un sistema Tetraconco, tipico dell’architettura romana, o almeno in molti casi agivano in quel modo. Poi vedremo quali architetture erano tetra-conche. L’archetipo è descritto in questa mia breve descrizione. Se non lo leggete, non potete capire il discorso successivo. Quindi andate a leggerlo. https://www.codicearchitettura.com/2019/06/16/archetipo-organico/ Il modello in realtà descrive un sistema “esa-conco” un neologismo che vi sto propinando per farvi comprendere meglio la situazione. Il motivo è l’uso delle 6 facce del cubo in relazione alla sfera. I romani non ragionavano bi-dimensionalmente come gli egizi ma concepivano l’architettura con forti connessioni tra i solidi , per questo sono nate le cupole, perchè in realtà cercavano la figura della “sfera”. La configurazione ottagonale può essere percepita , osservando la cupola ed il tiburio, osservando tutto dal basso verso l’alto.

L’unico modo per comprendere l’autenticità e la complessità di una architettura è elaborare confronti che molti non farebbero mai. Ma è li che si stanano i cazzari!…

Mettiamo in fila tre edifici poi analizziamo le mappe e il contesto storico culturale.

SAN LORENZO MILANO

SANTO SEPOLCRO ( GERUSALEMME ) BASILICA E GENESI

CASTEL DEL MONTE.

Sotto le 3 scatoline sono indicate le tre persone che rappresentano la fonte motivazionale per la realizzazione, con tre modalità diverse. Al centro abbiamo il protagonista, della scena multi-temporale.

LE VITE DEL VASARI PRIMA FASE DEL CONFRONTO TRA LE DIVERSE EDIZIONI.

 

Un altro passaggio importante è la verifica delle versioni delle vite del  Vasari, come indicato in precedenza. Ricapitolando, abbiamo la versione de ” le vite del vasari del 1550 che possiedo, poi la versione del 1568, che è liberamente scaricabile on line, e la Versione  del 1848 di Gaetano Milanesi. Riguardo la vita di Leonardo da Vinci la versione 1550 e 1568 è sostanzialmente identica. Nella versione del 1848,.. Link diretto al testo completo edizione 1848 https://archive.org/details/bub_gb_u1we4daQENoC/page/n9?q=Vite+del+Vasari+1848 da questo estraiamo degli stralci ,poi faremo la comparazione di alcune parti del testo sulle 3 edizioni.  

Vite Vasari Edizione Gaetano Milanesi 1848

Anche nella ultima Versione “aggiornatissima” che poi rimanda anche all’Amoretti ( che abbiamo già analizzato)  Leonardo da Vinci è un DA VINCI ..non vi sono dubbi o paturnie. Il motivo per cui insistiamo su questo punto, lo vedremo nelle prossime pagine-articoli.. ps va bene tutto ma passà da fessi no!

vasari vite da vinci
vasari vite da vinci
LO SCOPO DI QUESTA ANTOLOGIA STORICA.

Breve riflessione

Lo studio delle antiche memorie italiche, aiuta lo studio di progettazione ad avere maggiore coscienza , anche nei luoghi diversi in cui si va ad operare. Spesso sono piazze o spazi aperti, vie medievali o recenti. L’Italia è un enorme blocco di storia scolpita nel laterizo e nella pietra. Lo storico o il romanziere inventa spesso cose , in luoghi ben descritti, per quello che sono e per come vengono realizzati, in epoche, recenti, o più antiche. 

 A volte il romanziere, ricostruisce luoghi, facendo riferimento, a quello che già esiste. Mettendo assieme cose, che nella realtà non ci sono, pensiamo al romanzo “Il nome della Rosa e invece ad artisti come Canaletto che dipingevano una  Venezia non più esistente o reinventata  ( e nessuno se ne accorgeva) . Queste leggere incursioni nella storia, ci servono anche per verificare quello che a volte viene propinato da cazzari appassionati del nulla. I fatti certi poi si distinguono dalla grigia luce, nella forma e nella struttura delle architetture che rappresentano il potere di alcune famiglie. 

La storia riposa sempre sull’architettura e sui nomi da dare alle città. Se ci fosse un cazzaro a pagamento, si sappia, almeno che egli evita i dettagli dell’architettura perchè è li che casca sia il cazzaro che è in noi che il cazzaro professionista più o meno consapevole. Ognuno di noi passa nella giornata fasi di lucidità e fasi di cazzarismo, ma è sufficiente accorgersi prima e correggersi. Sono  convinto che gli storici del prossimo secolo apriranno un capitolo dal titolo ” il cazzarismo, tra il 1995 e 2025 data in cui io prevedo la fine dei “cazzari”.

Cazzarismo puro : 1995-2002

Cazzarismo e blog 2002-2008

Tardo Cazzarsimo 2008 – 2025.

  Infarinatura storica a cura di. https://www.albertomeirossi.com

NOTA BENE

Questo “articolo” , non è storia, non è giornalismo, non serve tecnicamente a nulla ma se qualcuno vi dice che un antico artista è figlio di,…voi la prima cosa che dovete fare è verificare consultando il Vasari, e le edizioni principali sono 3. Poichè le certezze non esistono, possono essere successe numerose cose, fuori dal controllo della storia, ma prima almeno incrociate i dati nelle vite del Vasari, poichè la stoltezza, poi dilaga nell’ego.

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